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NOTIZIE

Monte Baldo & Monti Lessini

Domenica 8 Maggio

Ore 8.00

Grezzana

 

Storia

Sono incerte le notizie che riguardano la nascita della prima comunità cristiana nella Valpantena.

Sembra (abbastanza attendibilmente) che la religione cristiana sia giunta nella Valpantena verso il IV secolo, cioè quando si ebbero le prime conversioni ad opera di missionari provenienti da S. Giustina di Illasi (in onore della più nobile martire veneta di origine padovana e morta nel 304), che ricopriva allora l'incarico di oratorio per la evangelizzazione di tutta la provincia di Verona.

 

In seguito (fine IV secolo) furono istituiti altri oratori per l'evangelizzazione, le cosiddette "pievi pagensi" (della campagna, dette poi anche "pievi mariane"). In questo periodo se ne nota una anche a Grezzana. Infatti, nella nostra provincia, in questo arco di tempo si era passati da due soli centri per l'educazione cristiana (S. Giustina di Palazzolo Sommacampagna e S. Giustina di Illasi) a ben 7 luoghi da cui veniva diffusa e accresciuta la fede dei primi cristiani, i quali trovavano difficoltà in una valle in cui molto fiorente era il culto pagano (anche perché era una zona molto frequentata dai patrizi romani della città a anche per i numerosi tempietti, caverne, fontane e boschi che i nobili romani nel tempo più splendido dell'impero avevano costruito), basta ricordare il "lucus" (bosco sacro agli dei) presso Lugo e il tempietto dedicato a Venere presso Vendri.

Verso il V secolo si comincia ad avere notizie di qualche conversione al cristianesimo.

Verso l'800 si ha notizia della costituzione a Grezzana (la cui origine è data da un certo patrizio romano Lucio Curio Antilio net II secolo a.C.) di un pieve (l'attuale parrocchia), sufficiente per soddisfare le esigenze dei credenti.

Nell'839 il vescovo di Verona Rotaldo conferisce la "plebem S. Martini de Gretiana" (forse il nome del santo san Martino viene tirato in causa da una deformazione, nel tempo, di "mariana", anche considerato che san Martino era il protettore dei militari e siamo al tempo delle invasioni barbariche) al diacono Audone.

Fu in questo periodo che frequenti si registrarono i casi di giovani che si consacrarono a Dio a alla Chiesa. Un esempio è offerto dal vescovo Notkerio, figlio di un Ademario, nativo di Grezzana la quale a quel tempo aveva anche un grandioso castello o rocca fortificata. Notkerio divenuto vescovo di Verona con l'approvazione del re Berengario "senza che ci sia stato prima un vincolo feudale (un servizio), ma solo per benevolenza", cioè senza aver sborsato un soldo e senza essere passato attraverso gli uffici di corte, dove di solito si faceva carriera. La sua nomina a vescovo può essere posta attorno al 900, succedendo direttamente ad Adalardo. Fondò un ospedale, donò ai canonici della cattedrale parecchi possessi nella vane, prodigo con i poveri, morì in edificante povertà nel 928 e fu sepolto nella cattedrale di Verona. Il suo testamento è il primo documento nel quale si legge il nome di Grezzana: "dono la mia fattoria nel territorio di Grezzana (in loco Graciana)... e la mia parte di castello". La sua iscrizione nel duomo dice di lui che "salì al cielo spogliato di ogni cosa", compresi i suoi servi, ai quali concedeva non solo la libertà, ma anche un piccolo patrimonio perché non vivessero in miseria.


 
Strada sulle colline sopra Grezzana

Nel medioevo quindi Grezzana appartenne al Capitolo (specie di confraternita di sacerdoti presso il Vescovado della città) di Verona, poiché il vescovo Nokterio aveva posto il paese sotto la cura e l'amministrazione dell'arciprete a dell'arcidiacono della chiesa Cattedrale di Verona, mentre nel castello gli abitanti potevano rifugiarsi nel pericolo.

Il primo sacerdote addetto al paese del quale si parli è un certo Ademperto o Adremperto esistito intorno all'anno 1010.

Nel 1214 Grezzana si liberò dalla amministrazione del capitolo della Cattedrale. La parte superiore del campanile è di quest'epoca, la base invece è dell'epoca romana.

Fu poi sotto dominazione della Repubblica di Venezia.

Nel 1411 viene costruito nella piazza un ospedale (opera eccezionale per quel tempo): l'ospedale di S. Bartolomeo.

Verso il 1500 cominciano a staccarsi le prime frazioni (Azzago 1578; Bosco 1612; Erbezzo 1672).

Nel 1630 ci fu la terribile peste ricordata anche dai Promessi Sposi. Vi sono poi prepotenze di conti e signorotti che si servono di un certo bandito Falasco.

Perfino la rivoluzione francese si fa sentire: il comune di allora retto da fanatici sopprime l'ospedale S. Bartolomeo e si appropria dei beni.

Testimonianze dell'epoca e di quelle seguenti mostrano un profondo attaccamento ai valori religiosi della vita e un senso di serenità anche di fronte ad avvenimenti "internazionali" di allora (caduta di Napoleone e impero austriaco).

Nel 1866 Grezzana entrò a far parte del regno d'Italia come comune autonomo.

Brentonico

Brentonico – Veduta

 

Monumenti e luoghi d'interesse

La chiesa di san Rocco, interessante esempio barocco, edificata dagli abitanti delle contrade di Lera e Fontana quale segno votivo per aver risparmiato l'abitato dall'epidemia di peste che colpi il Trentino nel primo quarto del Seicento. I suoi altari tutti in marmo locale ed il campanile sono opera di Teodoro Benedetti di Castione (1768).

Altra chiesa è quella arcipretale, intitolata ai Santi Pietro e Paolo, nella contrada di Vigo. Ricca di sei altari la chiesa cela al proprio interno la cripta di San Giovanni, testimonianza di un primitivo edificio di culto. La pianta quadrangolare e l'ingresso per botola della cripta si richiamano allo stile romanico del X secolo. Le pareti sono decorate da affreschi, recentemente oggetto di restauro. All'interno della chiesa è presente l'organo più antico del Trentino, risalente al diciottesimo secolo. Il centro di Brentonico, con le sue case medioevali, richiama atmosfere d'altri tempi. Come i portali di casa Baisi, ornata con le pitture murali del pittore milanese Casari; di casa Balista, con le bifore settecentesche; di casa Bais, ex salumificio con la loggia in sasso di fine Settecento, e di casa Longhi, edificata con gusto barocco. Il sacro e l'antico, che trovano a Brentonico il giusto equilibrio, ben si integrano con la parte di borgo edificata in tempi più recenti. Gli amanti delle passeggiate potranno trascorrere momenti di quiete all'ombra dei secolari pioppi del parco di Palù; un piccolo bosco nel centro del paese. Nel parco venne giustiziata nei primi del Settecento Maria Bortolotti da Pilcante, accusata di praticare la stregoneria.

Nel 2005 è stato inaugurato l'Orto dei semplici nel giardino del Palazzo Eccheli Baisi

Ferrara di Monte Baldo

 

Storia

Nel VI secolo il territorio del Baldo passò sotto il dominio longobardo e nel secolo successivo dei Franchi. Nel 1193 divenne comune con sede in Saugolo, poi in Campedello e quindi dove si trova attualmente. La valle di Ferrara fu testimone di fatti d'arme sia durante le campagne di Napoleone in Italia, sia nel corso delle guerre del Risorgimento.

L'origine del nome

Il nome di Ferrara quasi certamente trae origine dai giacimenti di ferro che i Romani sfruttavano nella valle facendovi lavorare gli schiavi. Può anche essere che derivi dal ferro, ma il toponimo ferrara si trova soprattutto in pianura dove non ci sono montagne, potrebbe quindi derivare da qualcosa legato all'acqua e alle canalizzazioni fatte dall'uomo in territori "acquosi" o forse meglio acquitrinosi o al bordo di una palude. Le frazioni con la parte iniziale del nome nove, derivano da campi nuovi, cioè di campi da poco roncati (disboscati) e liberati da sterpi e radici, quindi resi arabili e seminabili.

Monumenti e luoghi d'interesse

Architetture religiose

  • Chiesa di Santa Caterina - XVII secolo

Sorge nel centro del paese di Ferrara

  • Santuario della Madonna della Corona - XVI secolo

Cinquecentesca costruzione più volte ristrutturata, si trova nella frazione di Spiazzi. È meta di pellegrinaggi anche dalla zona della Lessinia. Interessante scultura della Pietà.

Km 357