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Bellinzona & Spluga

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Domenica 24 Luglio

Ritrovo ore 8.30

Borgo Palazzo

Chiavenna

 

Splugen

 

Splügen è situato nel Rheinwald, sul versante settentrionale del passo dello Spluga alla sinistra del Reno Posteriore (o "Hinterrhein"). Dista 40 km da Chiavenna, 51 km da Coira, 66 km da Bellinzona e 27 km dalla stazione ferroviaria di Thusis. È servito dalle uscite autostradali di Splügen e Medels, sulla A13/E43.

Munito di impianti di risalita, il territorio di Spluga offre ottime possibilità agli appassionati dello sci. Le piste sono posizionate sui fianchi della strada del passo omonimo.

Il punto più elevato del comune è la cima del Pizzo Tambò (3279 m s.l.m.), sul confine con Madesimo e Mesocco.

Passo San Bernardino

 

Il passo del San Bernardino (in tedesco San-Bernardino-Pass, in romancio Pass dal San Bernardin), è un valico alpino nel cantone dei Grigioni in Svizzera. Esso è situato tra la Regione geografica italiana e la Svizzera.

Prende nome dal piccolo villaggio di San Bernardino, frazione di Mesocco posto a un'altitudine di 1600 m s.l.m., a sud del passo. Alla fine del XV secolo vi venne eretta una cappella dedicata a San Bernardino da Siena e da allora il paese e poi il passo, portano il suo nome. Nei tempi antichi la località era conosciuta come Mons Avium ("Monte degli uccelli"), denominazione che ancor oggi permane, con la forma Pizzo Uccello o (in tedesco) Vogelhorn, come nome del monte che sovrasta il passo. Dal paese di San Bernardino si apre l'imbocco della galleria stradale che permette di evitare l'ascesa al passo. Questo traforo venne ultimato nel 1967 e collega tutto l'anno le valli del Moesano a sud con la valle del Reno Posteriore (in tedesco Hinterrhein) a nord.

Questo valico divenne di importanza europea solo a partire dal XV secolo, quando venne realizzata una strada che permetteva di superare le due strette gole poste a nord del passo, tra Splügen e Thusis. Questa strada prese il nome di Via Mala. Agli inizi del XIX secolo venne realizzata su questo valico una delle prime strade alpine di concezione moderna, essa fu voluta dal Canton Grigioni, fu possibile realizzarla grazie anche ai finanziamenti ricevuti dal Regno di Sardegna. I Grigionesi avevano intuito i vantaggi di un valico che permetteva al traffico proveniente dal Piemonte e dal porto di Genova di arrivare nella Valle del Reno, senza passare da strade controllate dall'Austria.

Bellinzona

 

Bellinzona (Belinzòna in dialetto ticinese, Bellenz in tedesco desueto, Bellinzone in francese) è un comune svizzero del Canton Ticino. È la città capitale del Canton Ticino e capoluogo del distretto omonimo; conta 18 690 abitanti, mentre l'agglomerato e distretto conta oltre 50 000 abitanti. La città è attraversata da nord e in direzione ovest, marginalmente rispetto al centro cittadino, dal fiume Ticino.

È un punto di passaggio importante: infatti da qui si diramano le principali arterie stradali e autostradali sull'asse nord-sud verso i passi alpini del San Gottardo (o la galleria autostradale) del Lucomagno, del San Bernardino e della Novena.

Il nome Bellinzona deriva forse dal nome latino Bilitiō (accusativo Bilitiōnem). L'etimologia del nome è incerta e l'idea, errata, che il nome derivi dalla locuzione "zona bellica" è un esempio di etimologia popolare. Le ipotesi più accreditate sono due: la prima si richiama alla posizione geografica dell'insediamento bellinzonese originale, collocato sullo sperone di roccia di Castelgrande, e fa derivare il nome dal celtico «briga», col significato di monte o altura; la seconda, invece, collega Bellinzona al nome personale latino Belitius o Bellitio, al quale sarebbe stato aggiunto il suffisso –one, di probabile origine celtica. Il nome della Turrita significherebbe, perciò, «podere o possedimento di Bellitio».

La posizione della città, all'ingresso di valli che conducono ai valichi alpini di San Gottardo, Lucomagno e San Bernardino, e le sue imponenti fortificazioni fecero di Bellinzona lo sbarramento ideale tra Nord e Sud. Essa ci regala, infatti, una delle più significative testimonianze in fatto di architettura difensiva dell'area alpina. Conquistata nel XIV sec. dai Visconti di Milano per controllare l'importante Passo del San Gottardo, entusiasma gli ospiti moderni con castelli, merli e mura, il tutto accuratamente restaurato e integrato nel suo nucleo storico.

Il 6 novembre 2012, a Sementina, 17 Municipi del Comuni del Bellinzonese (escluso Isone) con l'aggiunta di Claro (distretto di Riviera), hanno sottoscritto l'istanza formale di aggregazione indirizzata al Consiglio di Stato, così come prevede la Legge sull'aggregazione dei Comuni.

Il 28 novembre il Consiglio di Stato ha nominato la Commissione di studio incaricata di elaborare il progetto che dovrà essere sottoposto alla popolazione dei Comuni interessati in votazione consultiva. La legge stabilisce quindi che sulla base dell'esito di tale voto, il Consiglio di Stato licenzi un messaggio governativo all'indirizzo del Gran Consiglio, cui compete formalmente la decisione per l'aggregazione di Comuni.

Il 18 ottobre 2015 è avvenuta la votazione consultiva nei comuni interessati dal progetto. Dei 17 comuni che hanno partecipato al progetto aggregativo, in 13 si è avuto esito positivo: Bellinzona, Camorino, Claro, Giubiasco, Gnosca, Gorduno, Gudo, Moleno, Monte Carasso, Pianezzo, Preonzo, Sant'Antonio e Sementina. Quattro comuni hanno rifiutato d'aggregarsi: Arbedo-Castione, Cadenazzo, Lumino e Sant'Antonino.

Il progetto aggregativo dovrà ancora beneficiare dell'avallo del Consiglio di Stato della Repubblica e Cantone Ticino. Quando questo sarà dato, la fusione tra i diversi comuni darà vita ad una realtà urbana con una popolazione di circa 42'000 abitanti e sarà la dodicesima città Svizzera.

Lugano

 

Lugano (Lügàn in dialetto ticinese pronuncia fonetica IPA: /lyˈgaŋː/; Lauis o Lowertz in tedesco storico) è un comune svizzero di 68 677 abitanti del Canton Ticino.

Nona città svizzera per popolazione, principale centro urbano cantonale e della Svizzera italiana con 150 948 abitanti nel suo hinterland, si estende dalle pendici del San Salvatore al Monte Brè fino alla cima del Gazzirola; su circa 75,8 km² di superficie ad un'altezza che varia dai 272 m s.l.m. sulla riva del lago di Lugano, ai 2 116 dell'alta Val Colla.

Località turistica molto frequentata, Lugano si è inoltre affermata mondialmente come piazza bancaria internazionale di primo piano, al terzo rango in Svizzera dopo Zurigo e Ginevra.

È la più grande città di lingua italiana al di fuori dell'Italia.

Mandrisio

 

Storia

Età antica

Fu forse popolata in epoca preromana da popolazioni lepontiche e insubri, l'integrazione fra Celti e Romani è testimoniata dalla lapide dedicata a Publio Valerio Dromone, un notabile locale, che si trova inglobata nella vecchia torre campanaria.

Medioevo

La prima testimonianza certa di una comunità di nome Mendrisio è di epoca longobarda, in cui per la prima volta, nel 793, è citato il toponimo Mendrici, un genitivo richiamante Mendricus o Manricus, probabilmente dal nome di un capo della fara longobarda che si era stanziata nel territorio.

Durante l'Età dei Comuni, Mendrisio gravitò nell'area di influenza della Città di Como. Il borgo era un'importante località di difesa, grazie ai suoi tre castelli, e presto si attirò le mire della Città di Milano. Como uscì sconfitta dallo scontro con Milano e il Borgo di Mendrisio entrò a far parte dello Stato milanese.

Periodo milanese e ducale

Nel 1424 sono segnalati per la prima volta degli statuti di Mendrisio, che presumibilmente derivavano dalla semplice adozione degli statuti di Lugano (salvo l'aggiunta di alcune feste locali).[4]

Nel 1433 Filippo Maria Visconti, duca di Milano, assegnò il Borgo di Mendrisio alla famiglia Sanseverino, che instaurò un governo dispotico. I mendrisiensi si ribellarono ripetutamente, finché nel 1485 i Sanseverino dovettero abbandonare il borgo. Mendrisio passò sotto il diretto controllo del duca, il quale nominava un podestà che, in collaborazione coi consoli scelti fra le famiglie patrizie cittadine, governava il borgo.

Nel 1512 il Mendrisiotto venne conquistato dall'esercito dei Confederati che si videro riconosciute le loro conquiste nel 1515, con la Pace di Friburgo, ma di fatto fino al 1522 Mendrisio venne ancora amministrato dal podestà del Ducato di Milano e dai consoli.

Età moderna

Nel 1803 il distretto di Mendrisio, insieme con gli altri baliaggi, andò a costituire il Canton Ticino (parificato agli altri Cantoni svizzeri in seguito all'Atto di mediazione napoleonico). Dal 1810 al 1813 il territorio venne temporaneamente occupato dalle truppe del Regno d'Italia del generale Achille Fontanelli, che ne reclamavano l'annessione, con il pretesto di reprimervi il "contrabbando" fra Svizzera e Regno d'Italia.

350 KM circa