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NOTIZIE

Bellagio

17 Marzo

8.45 ritrovo RS Moto

Km 144

>>> Percorso <<<

Bellagio

Bellagio – Veduta

Nell'anno 196 a.C. al dominio del Gallo-Insubri subentra quello dei Romani, nella loro graduale espansione verso nord. I Romani, capitanati dal console Marco Claudio Marcello, disfatti i Gallo-Insubri in una violenta battaglia nei pressi di Camerlata, occupano Como e le rive del lago.

 

Da allora Bellagio diventò, oltre che presidio romano, anche un punto di passaggio e di svernamento degli eserciti romani che si recavano nella Rezia, attraverso il valico dello Spluga. La località di svernamento era ai piedi dell'odierna Villa Serbelloni, riparata dai venti del nord e dal clima mediterraneo. Bellasium, nome latino di Bellagio, era il terminale della via Valassina, strada romana che iniziava a Milano.

Negli ultimi anni della Repubblica, ricevette in visita di ispezione Gaio Giulio Cesare, allora governatore della Gallia Cisalpina, il quale dai paesi del lago trasse soldati per le sue legioni, che condusse in seguito nella Gallia Transalpina. Giulio Cesare introdusse alcune migliaia di coloni greci, che si stabilirono in molti paesi del lago, compreso Bellagio, i nomi dei quali ricordano ancora la loro origine ellenica.

Con queste popolazioni sovrapposte l'una all'altra, Bellagio divenne un miscuglio di razze, che diventerà sempre più complesso nei secoli successivi. Aumentò anche la sua importanza strategica, perché, oltre che a luogo di svernamento, serviva come posto di riparo per le navi militari, specialmente nella località di Loppia, dove l'insenatura naturale si adattava sin da allora a riparare le navi. Attorno a Loppia sorse poi uno dei primi nuclei abitati da bellagini.

 

L'avvento dei Romani nel territorio lariano segna l'introduzione di molte colture mediterranee, tra cui l'olivo e l'alloro; proprio dal nome di quest'ultimo (laurus) deriva la denominazione latina del Lago di Como (Larius). Fra le altre specie vegetali introdotte, il castagno, già diffuso nel Sud Italia, il cipresso, così ben naturalizzato da ritenersi oggi spontaneo, e molti generi di piante erbacee domestiche.

 

Nei primi decenni dell'Impero, due grandi personaggi collegarono la loro fama al lago e a Bellagio: Virgilio e Plinio il Giovane. Virgilio, il grande poeta latino, visitò Bellagio, e ricordò il lago nel II libro delle Georgiche, al verso 155 ("o grandissimo Lario"). Plinio il Giovane, residente a Como per la maggior parte dell'anno, possedeva, fra le altre, anche una villa per il soggiorno estivo situata sulla sommità del colle di Bellagio, denominata Villa Tragoedia.

 

Da Bellagio passarono, nell'anno 9 d.C., le legioni romane, guidate da Quintilio Varo, che, attraverso il valico dello Spluga, dovevano recarsi in Germania contro Arminio (le legioni, composte anche da militi tratti dal presidio di Bellagio, vennero poi completamente disfatte nella battaglia della foresta di Teutoburgo).

colle del Ghisallo

Il colle del Ghisallo (Ghisàl in lombardo) è un valico stradale che collega la Valassina con la parte alta del Triangolo Lariano. Il punto di valico, a quota 754 m s.l.m., fa parte del comune di Magreglio. A pochi metri dal valico si trova una piccola chiesa: il santuario della Madonna del Ghisallo. Il suo nome (secondo un'antica leggenda) deriva da un certo Ghisallo il quale in epoca medievale in quel luogo fu assalito dai briganti e fece voto alla Madonna di costruire una chiesa in suo onore se fosse scampato.

La salita del Ghisallo (dal versante nord) viene tradizionalmente percorsa dal Giro di Lombardia ed è anche stata più volte inserita nel tracciato del Giro d'Italia. Per questo motivo la Madonna del Ghisallo è particolarmente venerata dai ciclisti, e su iniziativa dell'allora parroco don Ermelindo Viganò (1906–1985), nel 1949 il papa Pio XII la proclamò patrona universale dei ciclisti.

Si può salire al santuario da due versanti. Quando parlano di "Ghisallo" o "Madonna del Ghisallo" i ciclisti intendono quasi sempre la strada che sale da Bellagio (versante nord), che presenta la salita più impegnativa.

Dal bivio della strada statale 583, all'uscita da Bellagio, essa presenta un tratto di circa 4 km di salita, seguito da circa 3 km in piano con brevi tratti di discesa, quindi ancora 1.5 km circa di salita fino al Santuario. Il dislivello complessivo è di poco meno di 500 metri; il punto di valico è a 754 m di altitudine. I tratti di salita presentano una pendenza abbastanza costante con una media poco inferiore al 9% e punte fino al 14%; comprendendo anche il segmento pianeggiante, la pendenza media è del 5.5% circa. Vi sono molti tornanti specie nel tratto finale. La strada è quasi tutta immersa nel bosco. I migliori professionisti riescono a compiere il percorso in meno di 20 minuti (Paolo Bettini ha impiegato circa 19'30" nel Giro di Lombardia 2005).

Una variante più impegnativa è nota come "Superghisallo": la denominazione venne coniata dalla Gazzetta dello Sport presentando il percorso della 55ª edizione del Giro di Lombardia, nel 1961.[1] Si parte da Bellagio e si segue la strada principale fino alla frazione Guello (dove termina il primo tratto di salita); qui si svolta a destra, in direzione Monte San Primo, lasciando a sinistra il tradizionale percorso verso il Santuario.[1] Dopo un tratto di 500 metri in falsopiano, dalla frazione Cernobbio inizia una salita che, superata la frazione di Pra' Filippo, porta, dopo circa cinque chilometri complessivi (6-7% di pendenza media con punte del 10-11%), ai 975 metri s.l.m. della frazione Pian Rancio.[1] Al bivio si svolta a sinistra e si raggiunge, dopo circa quattro chilometri di discesa, il piazzale del Santuario.

Il versante opposto (versante sud), che raggiunge Magreglio da Erba attraverso Canzo e Asso (una variante raggiunge Canzo provenendo da Pusiano; un'altra sale da Onno per Valbrona ricongiungendosi sopra Asso), sale molto più dolcemente, presentando difficoltà significative (pendenza fino al 10%) solo nell'ultimo chilometro e mezzo.

Da Asso è possibile anche salire alla località Colma di Sormano (quota 1124 m), percorrendo la strada principale (circa 9 km con pendenza media intorno all'8%) oppure attraverso il durissimo Muro di Sormano, recentemente riasfaltato.