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NOTIZIE

Monte Bondone

Partenza ore 8,00

Nembro bar Smart

Passo della Presolana

 

Borno

 

Durante delle operazioni di sbancamento nel 1958 viene alla luce un complesso datato al I secolo ev, probabilmente un complesso funerario con tombe ad incenerimento. Pochissimo si è salvato dai lavori.

Nel VII secolo inizia la contesa del monte Negrino con la Val di Scalve.

Nel 1018 vengono nominati per la prima volta dei vicini a Borno.

Nel 1156 scoppiò una lite tra gli abitanti di Borno e Lozio, presso Malegno, durante una processione verso Cividate Camuno. La lite venne chiusa nel 1168 a Verona.

Nel 1186 gli uomini di Borno e l'arciprete di Cividate Camuno discutono a Verona davanti ai cardinali Adelardo e Pietro, legati del papa, la possibilità di avere una fonte battesimale.

Nel 1234 il comune di Borno è obbligato a fornire un architrave per la costruzione di un ponte sul fiume Oglio.

Il 19 ottobre 1336 il vescovo di Brescia Jacopo de Atti investe iure feudi dei diritti di decima nei territori di Breno, Borno, Astrio, Monno e Ossimo Girardo del fu Giovanni Ronchi di Breno.

 

Il 28 gennaio 1350 il vescovo di Brescia Bernardo Tricardo investe iure feudi dei diritti di decima nei territori di Breno, Borno, Pescarzo, Cerveno e Corteno Bertolino e Giacomo Alberzoni di Breno.

Nella contesa con gli Scalvini per il monte Negrino nel 1394 una banda proveniente dalla Val di Scalve fece una strage di tutti i malgari bornesi trovati sul monte cavando occhi, lingua, denti e "coradèle".

Il 14 agosto 1423 il vescovo di Brescia Francesco Marerio investe iure feudi dei diritti di decima nei territori di Breno e Andriolo Ronchi di Breno.

Nel 1428 il Carmagnola conquista Borno.

Nel 1688 vi fu un disastroso incendio con la distruzione di oltre 150 abitazioni.

Nel 1682 termina la contesa del monte Negrino con la Val di Scalve.

Il 12 luglio 2015 la RAI trasmette la messa della domenica dalla chiesa di Borno.

Passo Croce Domini

 

Arco Di Trento

 

Arco è situata nel cuore del Garda Trentino. Da un lato Arco si affaccia sul Lago di Garda, dall’altro è protetta dalle montagne. È rinomata come località di riposo e cure, grazie al clima mite, all’aria pulita e salubre e alla posizione panoramica sul Lago.
L’Arciduca Alberto d’Asburgo realizzò ad Arco la propria residenza invernale, la Villa Arciducale, circondata da un parco lussureggiante, l’Arboreto, dove oggi si trovano piante esotiche e mediterranee. Gli Asburgo ornarono la città con parchi e giardini, eleganti ville liberty e bellissimi palazzi. Il Castello di Arco, una delle fortezze medievali più belle e suggestive di tutto l’arco alpino, fu costruito dai conti d’Arco sulla cima di una torre rocciosa, che domina la piana del fiume Sarca e offre un panorama di indiscutibile fascino. 
Arco è la capitale mondiale del free-climbing: ogni anno ospita il Rock Master, competizione sportiva mondiale di arrampicata che richiama atleti da tutto il mondo. La città è anche molto apprezzata dagli appassionati di mountain bike e dagli escursionisti.
Dalla città di Arco una pista ciclabile porta direttamente al Lido di Arco. Il Lido di Arco, sulle costa del Lago tra Riva del Garda e Torbole, offre una spiaggia libera attrezzata e ospita il centro vela e windsurf.

Monte Bondone

Sulle piste da sci, gi attive prima della seconda guerra mondiale, fu costruito nel 1934 il primo impianto di risalita in Europa che operava come slittovia.

Alle pendici del monte era utilizzato fino agli anni 60-70 un poligono di addestramento all'inizio per la Guardia alla frontiera e successivamente per gli Alpini d'Arresto. Il poligono era costituito da un'opera difensiva per mitragliatrici, cannoni da 75/21 e da 105 e un carro armato M4 Sherman presso l'entrata ovest. Era stata inoltre realizzata una rotaia a scartamento ridotto per colpire delle sagome mobili (ad esempio carri di legno). Queste sagome fissate su carrelli venivano trainati da una piccola motrice che si spostava su di una strada ferrata, realizzata alla base della val d'Eva, ai piedi delle Tre Cime del monte Bondone.

Dopo l'abbandono della struttura, si è oggi deciso di riqualificare la zona. Sopra la struttura dell'ex-poligono è stato realizzato un osservatorio con una forma a sfera, e con un materiale riflettente come uno specchio

Mori

 

Simbolo della borgata è il santuario di Montalbano di Mori, situato nei pressi dei ruderi del castello di Montalbano di Mori, posti un centinaio di metri più in alto della quota del paese.

Luoghi di ritrovamenti archeologici sono: la grotta del Colombo sita nei pressi della frazione di Sano e l'isola di San Andrea sul lago di Loppio.

Il palazzo Salvotti che si affaccia sulla piazza della frazione di Mori vecchio e che fronteggia la chiesa di Santa Maria a Bindis.

Le chiese di Santa Maria a Bindis, di Santo Stefano, di San Biagio e quella di Sant'Apollonia, nella frazione di Manzano, sono dotate di pregevoli campanili romanici.

Inoltre, nella frazione di Pannone, situata a 760 m s.l.m., in val di Gresta, sorgono, in posizione dominante su di un dosso, i ruderi del castello medievale di Castelgresta, un tempo di proprietà della nobile famiglia dei Castelbarco.

Fra i luoghi notevoli rientrano ormai anche i luoghi della Grande Guerra (1914-1918). Almeno due sono i luoghi che conservano rilevanti resti di apprestamenti e fortificazioni: sul Dos del Gal, vicino alla località Talpina, e sul colle denominato Mossano nelle vicinanze della frazione di Ravazzone (dove troviamo il famoso ponte di Ravazzone). Entrambe dominano la valle dell'Adige, la prima a sud e la seconda a nord del comune di Mori. La Sezione ANA di Mori ha reso nuovamente percorribile un tratto di apprestamenti sul monte Grom. Si tratta di un camminamento protetto che dalla zona di Mori Vecchio conduce fino a Valle San Felice.

Di rilevante interesse è un edificio di archeologia industriale, dove nel tempo si sono succedute INA Industria Nazionale Alluminio, Montecatini, Alumetal, Alluminio-Italia. Le attività sono ormai cessate dal lontano 1982, e da allora non si è riusciti a trovare una nuova destinazione. Si sono succeduti due progetti di riconversione senza approdare ad una soluzione. L'ultimo prevedeva di realizzare un polo del gusto, una vetrina dei prodotti italiani sulla via che porta al Brennero. Di rilevante importanza anche la scuola media Bartolomeo Malfatti in via Giovanni XXIII.

Brentonico

La chiesa di san Rocco, interessante esempio barocco, edificata dagli abitanti delle contrade di Lera e Fontana quale segno votivo per aver risparmiato l'abitato dall'epidemia di peste che colpi il Trentino nel primo quarto del Seicento. I suoi altari tutti in marmo locale ed il campanile sono opera di Teodoro Benedetti di Castione (1768).

Altra chiesa è quella arcipretale, intitolata ai Santi Pietro e Paolo, nella contrada di Vigo. Ricca di sei altari la chiesa cela al proprio interno la cripta di San Giovanni, testimonianza di un primitivo edificio di culto. La pianta quadrangolare e l'ingresso per botola della cripta si richiamano allo stile romanico del X secolo. Le pareti sono decorate da affreschi, recentemente oggetto di restauro. All'interno della chiesa è presente l'organo più antico del Trentino, risalente al diciottesimo secolo. Il centro di Brentonico, con le sue case medioevali, richiama atmosfere d'altri tempi. Come i portali di casa Baisi, ornata con le pitture murali del pittore milanese Casari; di casa Balista, con le bifore settecentesche; di casa Bais, ex salumificio con la loggia in sasso di fine Settecento, e di casa Longhi, edificata con gusto barocco. Il sacro e l'antico, che trovano a Brentonico il giusto equilibrio, ben si integrano con la parte di borgo edificata in tempi più recenti. Gli amanti delle passeggiate potranno trascorrere momenti di quiete all'ombra dei secolari pioppi del parco di Palù; un piccolo bosco nel centro del paese. Nel parco venne giustiziata nei primi del Settecento Maria Bortolotti da Pilcante, accusata di praticare la stregoneria.

Nel 2005 è stato inaugurato l'Orto dei semplici nel giardino del Palazzo Eccheli Baisi

Monte Baldo

Il Monte Baldo visto da Campione del Garda

 

rientro ore 18,00 18,30